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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

15

set

2017

LA LEZIONE DI CASSINI

Come è cambiato la ricerca di vita extraterrestre nel nostro sistema solare

Mentre si avvicina “l’ultimo atto” della missione Cassini-Huygens, vale la pena di riflettere sull’eredità, sul patrimonio di conoscenze, che ha cambiato sensibilmente il modo di cercare forme di vita extraterrestri nel nostro sistema solare.

16

gen

2016

Un saluto a David Bowie

Quando Hadfield suonò Space Oddity nello Spazio

Icona mondiale della musica rock, e artista polivalente. Ma anche, in qualche modo, uomo spaziale. David Bowie, come scrittori e registi di successo, ha segnato una generazione di appassionati dell’esplorazione spaziale, tra arte e conquista del cosmo.

“Anche per me è stato un personaggio straordinario. Frequentavo il liceo ai tempi di Space Oddity, e poi l’Università quando usci il film “L’uomo che cadde sulla Terra”. Due emozioni diverse, ma entrambe forti”.
Umberto Guidoni, è un ex astronauta italiano, che ha preso parte a due missioni spaziali, entrambe a bordo dello Space Shuttle della NASA, per le agenzie spaziali italiana (ASI) ed europea (ESA).
Due giorni fa, sul suo profilo facebook l’astronauta italiano ha scritto: “Addio David Bowie, l’uomo che cadde sulla Terra, e che ora torna tra le stelle”.
Nella sua seconda missione, Guidoni diventa il primo europeo ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale, e con lui c’era Chris Hadfield, canadese, che in seguito (nel 2013) realizzerà lo storico video di “Space Oddity” direttamente dallo spazio. Risultato: un milione e mezzo di contatti sul video youtube solo nella prima settimana, e fino a poche ore fa a 29 milioni!
“Chris ha conosciuto David Bowie” - dice Guidoni - “e non poteva essere diversamente, avendo riproposto in modo suggestivo Space Oddity dallo spazio. Chris Hadfield ha sempre avuto una forte passione per la musica, tanto che fondò una band musicale formata da astronauti e da altri suoi amici, chiamata Max Q. Voleva già portarsi la chitarra in orbita durante il nostro volo, ma non fu possibile. Nel successivo invece, che era di lunga durata, la portò e realizzò Space Oddity. Per noi fu una sorpresa, ma neanche tanto sapendo quanto era bravo, oltre che come astronauta, a cantare e a fare musica”.
“Il mio legame con David Bowie è legato soprattutto al film l’Uomo che cadde sulla Terra” - ricorda Guidoni - “era il 1976 ed ero all’università. Fu una storia bella e davvero toccante, mi colpì molto. Lui poi era molto adatto alla parte, avendo la fisicità e l’aspetto giusto per quel ruolo un po’ da alieno”.
 

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