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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

11

nov

2017

Prove tecniche per difendersi dagli asteroidi

Un test per imparare a fronteggiare un imminente impatto con un oggetto proveniente dallo spazio

Nello spazio profondo, oltre l’orbita della Luna, ci sono migliaia di oggetti che vengono genericamente classificati come NEO (dalla definizione inglese di Near-Earth Object). Per lo più si tratta di asteroidi rocciosi, le cui dimensioni possono variare da centinaia di metri a diversi chilometri e possono rappresentare un pericolo per la Terra.

Immagine artistica del passaggio ravvicinato dell'asteroide 2012 TC4

07

lug

2017

Un hotel a 4 stelle nello spazio

Un progetto degli studenti del MIT di Boston, ha vinto il concorso della NASA

Da quasi due decenni c’è un insediamento umano in orbita intorno alla Terra. E’ la Stazione Spaziale Internazionale, la casa dell’umanità nello spazio. E’ stato il primo passo ma presto ci sarà l’opportunità di realizzare altre infrastrutture spaziali intorno al nostro pianeta o nelle immediate vicinanze della Luna e, proprio pensando agli sviluppi futuri, la NASA ha lanciato un concorso annuale per studenti universitari che ha lo scopo di elaborare idee per le future missioni spaziali.

 
Quest’anno, il tema della competizione era proprio la progettazione di strutture da utilizzare in orbita bassa intorno alla Terra (Low Earth Orbit  o LEO)  e, in prospettiva, come  elementi abitativi di un futuro veicolo diretto verso Marte.
 
Ha vinto un team di studenti universitari del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che ha progettato un habitat spaziale denominato MARINA (Managed, Reconfigurable, In-space Nodal Assembly). Possiamo considerarlo il primo “condominio spaziale”, capace di rimanere in orbita per un periodo di dieci anni e adatto ad ospitare  veri  e propri “inquilini” dello spazio.
 
Per certi versi, MARINA assomiglia ad un porto turistico, in grado di fornire tutti i servizi essenziali: un attracco sicuro per i moduli spaziali, una fonte di energia, riserve di acqua e aria, nonché i rifornimenti e la possibilità di manutenzione in orbita. Una simile infrastruttura renderebbe più semplice la progettazione e più economica la realizzazione dei moduli abitativi che potrebbero essere di proprietà dei clienti oppure affittati per brevi periodi.
 
Proprio l’approccio modulare e la partecipazione dei privati dovrebbero garantire una significativa riduzione dei costi. Secondo le stime della NASA, i costi ricorrenti di MARINA sarebbe di circa 360 milioni di dollari l'anno, un notevole risparmio rispetto a quelli di mantenimento e gestione della Stazione Spaziale Internazionale. In totale, potrebbe garantire all’ente americano un risparmio di circa 3 miliardi di dollari l'anno, pari a poco più del 15% del budget annuale dell'agenzia.
 
Ma l’aspetto forse più interessante del progetto del MIT  è il fatto che potrebbe diventare il primo esempio di “hotel  dello spazio” che, con una decina di camere spaziose, la dotazione di bar, ristorante e palestra, sarebbe adatto ad ospitare i primi,  facoltosi,  turisti spaziali intenzionati a provare l’ebbrezza di  una vacanza letteralmente “fuori dal mondo”.
Insomma, sarebbe davvero un albergo a 4 stelle, con ambienti  assai più confortevoli di quelli disponibili a bordo della ISS, dove gli astronauti hanno a disposizione cuccette che sono appena più grandi di una cabina telefonica e servizi igienici che non prevedono la doccia.
 
Non so se questo progetto vedrà mai la luce, ma di certo  lo spazio sembra essere sempre più a portata di mano. In un futuro non troppo lontano si potrà davvero prenotare una camera “con vista sulla Terra”, una visuale panoramica che si rinnova ad ogni orbita, un’esperienza che farà toccare con mano la bellezza e la fragilità della nostra Terra, quel mondo magnifico che gli astronauti hanno ribattezzato il pianeta azzurro.
 
 
Pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:

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