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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

31

mar

2018

Tiangong-1 potrebbe cadere il 1 Aprile

E non è un pesce d’Aprile !!!

Secondo le ultime rilevazioni, la Tiangong-1 potrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre il 1 aprile, intorno alle 16:00 (ora italiana), anche se l’incertezza è di circa 16 ore in più o in meno.

Illustrazione della Stazione Spaziale Cinese (Tingong-1)

31

mar

2018

Tiangong-1 potrebbe cadere il 1 Aprile

E non è un pesce d’Aprile !!!

Secondo le ultime rilevazioni, la Tiangong-1 potrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre il 1 aprile, intorno alle 16:00 (ora italiana), anche se l’incertezza è di circa 16 ore in più o in meno.
 
Ancor più difficile, però, è stabilire dove finiranno gli eventuali detriti che potrebbero sopravvivere al tremendo impatto con l’atmosfera. In parte, questa incertezza è dovuta al fatto che la stazione spaziale è grande come un piccolo autobus ma, soprattutto, al fatto che sta girando su se stessa in modo incontrollato, il che rende difficile prevedere l’effetto dell’attrito sulle diverse parti e quindi  la traiettoria di rientro del veicolo.
 
Oltre agli ultimi aggiornamenti, da parte degli osservatori occidentali che stanno monitorando la caduta della Tiangong-1 (Agenzia Spaziale Europea, Aerospace Corp., etc.), vale la pena riportare anche le informazioni rilasciate recentemente dall’Ufficio per il Volo Umano Cinese (China Manned Space Engineering Office o CMSEO). Nell’articolo si precisa che non si tratterà “di uno schianto violento ....  ma piuttosto di una pioggia di meteore" e si aggiunge che, durante uno sciame meteoritico “tra 1.000 e 20.000 meteoriti cadono sulla Terra ogni ora, ma la probabilità che una persona venga colpita è di circa 1 su 700 milioni”.
 
Per maggior chiarezza, viene spiegato che il processo di rientro può essere suddiviso in tre fasi.
 
 
 
 
Nella prima fase, a circa 100 km d’altezza, la resistenza atmosferica comincerà a strappare i pannelli solari, le antenne e le altre parti esterne della Tiangong-1. Mentre procede nell’atmosfera sempre più densa, la struttura principale del veicolo si surriscalderà fino a disintegrarsi intorno alla quota di circa 80 km.
Eventuali  frammenti continueranno a bruciare, disperdendosi nell'aria e solo una piccola quantità potrebbe raggiungere il suolo, a una velocità comunque bassa, viste le masse e le dimensioni ridotte. In ogni caso, questi frammenti finirebbero molto probabilmente negli oceani, che coprono più del 70% della superficie terrestre.
 
Mi sembra una ricostruzione molto dettagliata di quanto accadrà tra qualche ora e dovrebbe sgombrare il campo da inutili allarmismi.
 
Voglio concludere con un altro dato rassicurante.  
In quasi 60 anni, dagli inizi dell’era spaziale a oggi, sono caduti sulla Terra più di 15 mila tonnellate di detriti, eppure non si è mai registrato alcun incidente che abbia coinvolto esseri umani.
 
 
Pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:
 
 

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