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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

16

dic

2017

La NASA presenta il sistema stellare Kepler-90

Una versione in miniatura del nostro sistema solare

L’ente spaziale americano ha appena annunciato una nuova scoperta del telescopio spaziale Kepler, il "cacciatore di mondi", la cui missione è appunto quella di scoprire la presenza di pianeti intorno alle stelle più vicine.

Il sistema Kepler-90 a confronto con il Sistema Solare

03

mag

2016

Rilevati 3 pianeti alieni di dimensioni terrestri

Tre nuovi pianeti sono stati scoperti intorno ad una debole stella a 40 anni luce dalla Terra

I ricercatori dello European Southern Observatory (ESO) che utilizzano il telescopio TRAPPIST (TRAnsitingPlanets and Planetesimals Small Telescope) di 60 cm a La Silla in Cile hanno identificato tre pianeti extrasolari, delle dimensioni della Terra, che orbitano intorno ad una stella a soli 40 anni luce di distanza. La stella è un debole nana bruna, centinaia di volte meno brillante del nostro sole, che si trova nella costellazione dell'Acquario.

Una possibile ricostruzione della vista dalla superficie del pianeta più esterno (TRAPPIST-d) 

Una nana bruna è una stella che” ha fallito il suo percorso di astro” (un po’ come Giove che è di poco più piccolo). Per questo ha una debole luminosità e perciò non è facilmente visibile dalla Terra, ma è proprio il suo scarso splendore che ha permesso di scoprire l’esistenza dei tre pianeti con una tecnologia utilizzabile da terra. Le loro piccole sagome sarebbero state invisibili nel bagliore di stelle più grandi e luminose.

Gli “esopianeti” sono stati scoperti tramite il metodo dei transiti (osservazione della diminuzione della luce di una stella quando un pianeta le passa davanti rispetto al nostro punto di vista). E’ lo stesso metodo che il telescopio spaziale Kepler della NASA ha utilizzato per trovare oltre 1.000 pianeti extrasolari  ormai confermati.
I tre pianeti  sono tutti circa delle dimensioni della Terra: due orbitano molto vicino alla loro stella, con periodi misurati in giorni terrestri mentre il terzo è più lontano ed impiega un paio di mesi. La struttura di questo sistema planetario è molto più simile al sistema di lune di Giove piuttosto che a quella del sistema solare. 
Non possiamo dire se  sono adatti alla vita, visto la grande variazione di temperature e l’estrema vicinanza alla stella, ma è una ulteriore passo avanti che aumenta la nostra confidenza nelle tecnologie che ci permetteranno presto di rilevare tracce di vita in pianeti intorno a stelle relativamente vicine e perfino tra le lune di Giove e di Saturno. 
 

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