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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

21

mar

2019

In auto sulla Luna

Forse guideremo auto giapponesi anche sulla superficie lunare

Qualche giorno fa l’agenzia spaziale giapponese (Japan Aerospace eXploration Agency – JAXA) ha annunciato che sta lavorando con la Toyota per sviluppare il veicolo lunare del futuro.

21

dic

2018

Quel Natale intorno alla Luna

Mezzo secolo fa la prima missione oltre l’orbita terrestre

Il 21 dicembre 1968, l’enorme razzo Saturno V si sollevava dal Kennedy Space Center. Cominciava così il volo dell’Apollo 8, la prima missione destinata a raggiungere la Luna. Era anche il primo lancio effettuato dalla rampa 39-A, in seguito utilizzata per i lanci dello Space Shuttle.

Apollo 8 sulla rampa 39-A

L'equipaggio originariamente selezionato per la prima missione oltre l’orbita terrestre era composto da Frank Borman, William Anders e Michael Collins. A poche settimane dal lancio, però, Collins manifestò un piccolo problema medico e fu sostituito da James Lovell. Con questo cambiamento, l'equipaggio di riserva divenne Armstrong, Aldrins e Collins, un trio messo insieme “per caso” ma destinato a entrare nei libri di storia.
 
 
 
 
 
Per minimizzare i rischi del primo volo nelle profondità dello spazio, fu deciso di seguire una traiettoria diretta. Con questa scelta, anche in caso di un malfunzionamento del motore, la navicella sarebbe stata in grado di volare verso la Luna e di tornare sulla Terra senza bisogno di ulteriori correzioni, sfruttando solo la gravità del nostro satellite.
 
La capsula Apollo entrò in orbita lunare alla vigilia di Natale e gli astronauti celebrarono la particolare occasione con una trasmissione radio che si concluse con gli auguri natalizi: «…dall'equipaggio dell'Apollo 8 la buona notte, buona fortuna, buon Natale e Dio benedica tutti voi sulla Terra!» Anche se, la mezzanotte era passata da più di mezz'ora, non ci furono abbracci e auguri fra i tecnici del centro di controllo di Houston, almeno fino a quando l'Apollo 8 non fu al sicuro sulla via del ritorno. 
 
Durante le orbite intono alla Luna, vennero scattate foto ad alta risoluzione della superficie guardando, in particolare, ai possibili punti d'allunaggio. La traiettoria era stata scelta in modo da sorvolare il "Mare della Tranquillità", il luogo già identificato per tentare il primo allunaggio, pochi mesi dopo.
 
In tutto, meno di 24 ore passate in prossimità della Luna, ma l’impatto emotivo fu fortissimo per la NASA e per il mondo intero. Finalmente, dopo anni di sforzi e di sacrifici, stava per realizzarsi la promessa del Presidente Kennedy e le immagini degli astronauti intorno alla Luna, trasmesse in diretta televisiva, furono seguite da centinaia di milioni di spettatori. 
 
Fu davvero rischioso utilizzare il Saturno V, che non aveva mai volato con astronauti a bordo, per compiere una missione mai tentata prima. Un azzardo, impensabile secondo le moderne procedure di sicurezza della NASA, comprensibile solo alla luce della “corsa spasmodica” per la conquista della Luna. A posteriori, però, la decisione fu più che giustificata dai risultati tecnici e, soprattutto, da quelli psicologici.
Anche per questo, la missione dell'Apollo 8 è stata considerata paragonabile a quella del primo allunaggio dell'Apollo 11. Un volo con importanti primati tecnologici ma anche un’impresa che ha cambiato la nostra percezione dello spazio. 
 
Gli astronauti dell’Apollo 8 furono i primi esseri umani a lasciare l’orbita della Terra e a vedere il pianeta natale diventare sempre più piccolo.  Lovell ha raccontato lo sgomento provato quando riuscì a coprire il disco della Terra con la sua mano. Difficile immaginare la stranezza di giornate passate senza albe né tramonti, perennemente illuminati dalla luce solare ma, allo stesso tempo, circondati dall’eterno buio dello spazio.  
 
Poi, le orbite intorno alla Luna, la scoperta della “faccia nascosta” e la meraviglia al sorgere della Terra dietro l’orizzonte lunare, uno spettacolo magnifico e commovente, che l’equipaggio riuscì a immortalare in una storica foto.  
 
 
Mezzo secolo dopo, il globo terrestre che brilla come una gemma azzurra tra il nero dello spazio è ancora tra le immagini più scaricate dalla rete e ha contribuito a far crescere la consapevolezza di quanto sia bello e fragile il pianeta su cui viviamo.
 
 
Pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:
 

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