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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

28

nov

2017

Il primo visitatore dallo spazio interstellare

Si chiama ‘Oumuamua l'asteroide che ha attraversato il nostro Sistema Solare

Qualche settimana fa è stato segnalato il passaggio di un oggetto proveniente dallo spazio interstellare, quell’enorme oceano di vuoto che separa il nostro sole dagli altri astri. Da allora, ne sappiamo un po’ di più, a cominciare dal nome, ora ufficialmente ‘Oumuamua, che in hawaiano significa «messaggero da lontano che arriva per primo».

Rappresentazione artistica dell'asteroide ‘Oumuamua

11

nov

2017

Prove tecniche per difendersi dagli asteroidi

Un test per imparare a fronteggiare un imminente impatto con un oggetto proveniente dallo spazio

Nello spazio profondo, oltre l’orbita della Luna, ci sono migliaia di oggetti che vengono genericamente classificati come NEO (dalla definizione inglese di Near-Earth Object). Per lo più si tratta di asteroidi rocciosi, le cui dimensioni possono variare da centinaia di metri a diversi chilometri e possono rappresentare un pericolo per la Terra.

Questi oggetti NEO attraversano periodicamente l'orbita della Terra e qualche volta possono passare più vicini della Luna, un vero e proprio “incontro ravvicinato” su scala cosmica. Sappiamo che, nel corso di milioni di anni, alcuni asteroidi hanno colpito la Terra, causando grandi sconvolgimenti e presumibilmente estinzioni di massa come quella dei dinosauri, 66 milioni di anni fa. 

Proprio per questo, in anni recenti, sono stati avviati programmi per monitorare gli oggetti più grandi e pericolosi che occasionalmente si avvicinano al nostro pianeta. La NASA ha realizzato il CNEOS (Center for Near Earth Object Studies), l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lanciato il programma  Space Situational Awareness, che si occupa anche di NEO e altri paesi si stanno organizzando in questo senso. 
 
Tuttavia un serio programma di monitoraggio su scala globale ha bisogno della collaborazione di tutte le nazioni tecnologicamente più avanzate. E’ quanto è successo recentemente, durante il transito di un piccolo asteroide conosciuto come 2012 TC4, (dall’anno della prima scoperta). Il passaggio ravvicinato è avvenuto il 12 ottobre scorso ed è stata un’ottima occasione per condurre il primo test internazionale per verificare quanto l’umanità sia preparata a fronteggiare il rischio di un imminente impatto con un asteroide.
 
Un team internazionale di astronomi ha partecipato alla Campagna di osservazione TC4, che ha avuto inizio lo scorso luglio, quando gli astronomi dello European Southern Observatory (ESO) hanno rintracciato l’asteroide TC4 2012, e si è concluso a metà ottobre con il suo passaggio ravvicinato (flyby) a soli 43 mila km dalla Terra, appena più lontano delle orbite dei satelliti geostazionari. 
 
L'obiettivo di questo esercitazione era evidentemente quello di scoprire, tracciare e caratterizzare un potenziale asteroide in rotta di collisione con la Terra. E’ stata anche l’occasione per verificare l’efficienza dell'International Asteroid Warning Network, la rete di allerta internazionale, che dovrebbe tenere sotto controllo tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi e fare previsioni sul luogo dell’impatto, per condividerne i risultati con le istituzioni di tutto il mondo e per allertare le popolazioni interessate.
 
E’ stato importante verificare che tutti i sistemi di monitoraggio e di allerta hanno funzionato come previsto. Se affidiamo il destino della civiltà umana (e forse di tutta la vita sulla Terra) ad un sistema di allarme avanzato, è bene evidenziare i possibili  problemi in anticipo, prima di affrontare la “vera minaccia” di un asteroide diretto verso la Terra.
 
La buona notizia è che il sistema sembra funzionare. Quella ancora migliore è che nessun asteroide, tra quelli attualmente conosciuti, dovrebbe colpire la Terra nei prossimi 100 anni.
 
 
Pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:
 
 

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