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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

11

nov

2017

Prove tecniche per difendersi dagli asteroidi

Un test per imparare a fronteggiare un imminente impatto con un oggetto proveniente dallo spazio

Nello spazio profondo, oltre l’orbita della Luna, ci sono migliaia di oggetti che vengono genericamente classificati come NEO (dalla definizione inglese di Near-Earth Object). Per lo più si tratta di asteroidi rocciosi, le cui dimensioni possono variare da centinaia di metri a diversi chilometri e possono rappresentare un pericolo per la Terra.

Immagine artistica del passaggio ravvicinato dell'asteroide 2012 TC4

01

dic

2013

Preservare i luoghi storici dello sbarco sulla Luna?




Ha senso conservare i siti degli atterraggi sulla Luna per le prossime generazioni?

Anche se il nostro satellite non è attualmente una meta molto gettonata, in un futuro non troppo lontano la situazione potrebbe cambiare.


 

Il 1° dicembre, la Cina ha lanciato Chang'e 3, la sonda destinata ad atterrare sulla superficie lunare con il suo robottino Yutu ("Coniglio di giada") e sembra intenzionata ad inviare i propri astronauti (taikonauti) entro la fine del decennio. Oltre alle agenzie governative, ci sono anche aziende private che stanno seriamente considerando  missioni lunari; ne è un esempio il Google Lunar X Prize, un premio di 30 milioni di dollari per la prima compagnia privata in grado di sbarcare ed sulla Luna.

Insomma, se non si fa attenzione, l’aumento del traffico lunare potrebbe recare danni ai siti di atterraggio sulla superficie della Luna, sia quelli dell’Apollo, che quelli delle sonde russe.

Al fine di proteggere il proprio patrimonio lunare, negli Stati Uniti è stata proposta una legge “per la Luna", che vorrebbe equiparare i luoghi delle missioni Apollo ai parchi nazionali terrestri. Questo disegno di legge, però, potrebbe essere interpretato come una violazione del trattato delle Nazioni Unite (Outer Space Treaty), che vieta ai paesi firmatari di reclamare il possesso dei territori sulla Luna e su altri corpi celesti. Il trattato fu firmato nel 1967 dagli Stati Uniti, dalla Russia e da altre 126 nazioni (tra cui anche la Cina).

Invece di un approccio unilaterale sarebbe meglio aprire un dialogo, tra le nazioni che sono atterrate sulla Luna in passato o che sperano di farlo in futuro, per stabilire regole comuni per mantenere i luoghi “storici” di ciascun paese sulla faccia della luna. In parole povere, la proposta di Henry Hertzfeld (Space Policy Institute - George Washington University) e del suo co-autore Scott Pace si basa su un’idea semplicissima: «.. se gli altri non danneggianola nostra roba, noi faremo lo stesso con la loro…». In questo modo non c’è bisogno di  concentrarsi sui diritti di proprietà o di attrezzature specifiche ma si cerca di proteggere quello che c’è.

Ma i problemi potrebbero arrivare presto. L’ultimo sonda lunare della NASA, il Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE), potrebbe subire gli effetti del lander Yutu che, muovendosi sulla superficie lunare, potrebbe sollevare delle polveri in grado di interferire con la scienza di LADEE.

Per l’esplorazione lunare del XXI secolo,  insomma, bisognerà immaginare un accordo tra tutti i paesi interessati, simile a quello che ha reso possibile il successo della Stazione Spaziale Internazionale.

 

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