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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

09

giu

2018

Curiosity non ha trovato segni di vita aliena ma siamo molto vicini

La sonda ha però individuato molecole organiche che sono i mattoni fondamentali della vita

L’annuncio che la sonda Curiosity avrebbe trovato tracce di vita su Marte ha fatto il giro del mondo. Tuttavia, la notizia è stata ridimensionata proprio dagli astrobiologi che lavorano sui dati della sonda che hanno precisato che, in realtà, la sonda ha individuato molecole organiche nelle rocce del pianeta rosso e ha evidenziato un ciclo stagionale nella concentrazione del metano atmosferico, il che farebbe pensare a un’origine biologica.

Illustrazione artistica di Curiosity su Marte

30

giu

2013

Margherita tra le stelle






E’ giunto, purtroppo, il momento di dire addio ad un’insigne scienziata ed una grande donna. Ho conosciuto Margherita Hack a Siena, nel lontano 1978. Ero un giovane laureando in astrofisica che presentava il suo primo lavoro ad un congresso scientifico, mentre lei era il presidente della sessione in cui avrei dovuto parlare. Era, soprattutto, una personalità importante del mondo scientifico italiano ed internazionale, la prima donna a ricoprire il ruolo di direttore dell’Osservatorio di Trieste. Eppure mi salutò con grande naturalezza e mi incoraggiò, capendo bene le mie difficoltà di studente. L’emozione mi fece sembrare goffo e certamente non fu la mia migliore relazione, ma lei fu la prima ad applaudire e a fare domande.

Articolo pubblicato sull'Unità 30/06/2013

  

Nei primi anni del nuovo millennio, al mio ritorno in Italia dopo la parentesi americana, mi sono ritrovato, fianco a fianco con Margherita, in diverse occasione pubbliche. Cominciavano a vedersi i segni dell’età ma la sua curiosità e lo sguardo rivolto al futuro, i tratti che mi avevano conquistato al primo incontro quasi trenta anni prima, erano rimasti inalterati. Non riesco a dimenticare con quanta partecipazione sapeva esortare gli studenti ad appassionarsi alla scienza, a guardare con occhi critici la realtà e a non accontentarsi delle spiegazioni troppo facili.

Questa sua esortazione l’ha fatta propria anche in campi lontani da quello della ricerca scientifica. In un paese, che è andato smarrendo i valori di uguaglianza e le battaglie per i diritti individuali e collettivi, è diventata un’icona dell’impegno sociale e politico e non ha mai avuto reticenze nel difendere le proprie idee, pure se non in linea con il  “politicamente corretto”.

Non si è mai sottratta al contatto con il pubblico, in particolare a quello con i più giovani, anche quando viaggiare, da un capo all’altro dell’Italia, comportava per lei sforzi notevoli. Ci siamo incrociati spesso, in queste maratone su e giù per lo stivale, parlando di spazio da due angoli diversi ma ugualmente affascinanti. Lei guardando lontano, alla creazione dell’universo, alla formazione delle  stelle, al destino di quella magnifica stella gialla che riscalda e illumina la Terra su cui viviamo.

Io raccontando dello spazio vicino, quello che circonda il nostro pianeta azzurro, un ambiente ostile che abbiamo cominciato ad esplorare mezzo secolo fa e dove abbiamo imparato a vivere e a lavorare, arrivando a costruire una base orbitante intorno alla Terra.

In una di queste circostanze, dopo aver guardato con attenzione le immagini delle missioni spaziali, mi ha confessato che era affascinata all’idea di viaggiare nello spazio e, se fosse stata più giovane, avrebbe voluto fare l’astronauta e magari mettere piede su Marte. E non ho dubbi che l’avrebbe fatto davvero!

L’ultimo incontro risale a qualche mese fa, alla fiera del libro di Bologna. La ricordo, ormai davvero stanca e obbligata a muoversi con la sedia a rotelle, eppure sempre sorridente e vivace, circondata da uno stuolo di ragazzini delle elementari. I bambini e le bambine guardavano, con un certo stupore, questo personaggio di un’altra epoca che sapeva usare parole che accendevano la loro fantasia. Mentre parlava di buchi neri e di pianeti alieni era difficile capire se stesse tenendo una lezione di astrofisica o stesse raccontando una bella fiaba.

Questa sua naturale capacità di comunicare era certamente una delle ragioni del suo fascino e dell’affetto del grande pubblico. Con la sua scomparsa, il mondo della scienza ha perso una grande protagonista, l’Italia ha perso una voce libera che si è sempre spesa in difesa dei più deboli.

 

 

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