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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

20

mag

2017

Ritornare sulla Terra con la Dragon v2

Dopo il veicolo cargo, SpaceX pensa alla capsula per gli astronauti

Due settimane fa, SpaceX ha effettuato il suo quinto lancio dal Kennedy Space Center e, come già avvenuto nei lanci precedenti, il primo stadio del vettore Falcon 9 ha effettuato un atterraggio controllato nella “Landing Zone 1”, la piazzola designata lungo la costa. E’ il quarto ritorno a terra effettuato con successo dopo alcuni fallimenti iniziali.

Interni della capsula Dragon v2

31

dic

2016

Lo spazio nel 2016

Una veloce carrellate fra le imprese spaziali di quest'anno

Mentre aspettiamo lo scoccare della mezzanotte, può essere interessante riassumere i più importanti risultati raggiunti in ambito spaziale nel corso dell’anno che sta per chiudersi:

1. La prima rilevazione delle onde gravitazionali
Nel mese di febbraio, il Laser Interferometer Gravitational Observatory (LIGO) ha scritto una pagina di storia annunciando la prima misura diretta delle onde gravitazionali, fluttuazioni che si propagano attraverso lo spazio-tempo come previsto da Albert Einstein.
Questo risultato apre un nuovo capitolo dell’astrofisica, perché le onde gravitazionali trasportano indicazioni sugli oggetti e gli eventi che le hanno create, informazione diverse da quelle che otteniamo attraverso le onde elettromagnetiche utilizzate finora. I due rilevamenti di quest'anno sono stati prodotti da due buchi neri che si sono scontrati e fusi, un fenomeno che sarebbe stato invisibile per gli astronomi se non fosse stato per le onde gravitazionali captate. 
 
 
2. Scoperto un pianeta attorno alla stella più vicina
Nel mese di agosto, gli scienziati hanno scoperto un pianeta che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella che si trova a soli 4,2 anni luce dalla Terra. Il pianeta orbita nella cosiddetta «zona abitabile», una regione intorno alla stella dove il riscaldamento ricevuto permette l’esistenza di acqua liquida sulla sua superficie. Soprannominato Proxima b, il pianeta appena scoperto ha una massa appena più grande di quella della Terra, fatto che lo rende ancora più interessante per quanto riguarda la possibilità di essere abitabile.
 
 
3. Un enorme deposito di ghiaccio identificato su Marte
Una gigantesca massa di ghiaccio  è stato scoperto sotto la superficie del pianeta rosso, nella regione denominata Utopia Planitia. Il deposito si trova ad una profondità di circa una decina di metri e copre una regione vasta come la nostra penisola. Le prime analisi suggeriscono che possa essere composto in larga parte di acqua ghiacciata e quindi potrebbe rivelarsi una risorsa importantissima per gli equipaggi che esploreranno Marte nei prossimi decenni. Infatti, come suggerisce il nome, la regione è un’area relativamente pianeggiante dell’emisfero settentrionale e potrebbe diventare il sito ideale per il primo insediamento umano su Marte. 
 
 
4. Fotografati getti di acqua su Europa
Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato quelli che sembrano getti di acqua espulsi dalla superficie di Europa, una delle lune di Giove. Questo satellite, interamente coperto di ghiaccio, potrebbe ospitare oceani di acqua liquida sotto la superficie ghiacciata e gli scienziati pensano che sia acqua salata, potenzialmente simile a quella in cui si è sviluppata la vita sulla Terra. La presenza di «geyser» su  Europa renderebbe possibile analizzare l’acqua presente senza dover forare il ghiaccio. Nel 2020 la NASA potrebbe inviare una sonda orbitante proprio per studiare la composizione degli oceani di Europa.
 
 
5. ExoMars è arrivata intorno al Pianeta Rosso
La missione ExoMars, una collaborazione tra l'Agenzia spaziale europea e quella russa Roscosmos, aveva il duplice scopo di metter una sonda in orbita intorno a Marte e di far atterrare un piccolo «lander» per sperimentare le tecniche di «ammartaggio» controllato sulla sua superficie. Purtroppo quest’ultimo si è schiantato sulla superficie marziana a causa di un malfunzionamento del sistema di controllo di bordo, ma l'orbiter è operativo, e sta raccogliendo informazioni preziose per la fase successiva del progetto ExoMars. Nel 2020 verrà inviato su Marte un «rover» con lo scopo principale di cercare indizi della presenza di forme di vita marziane anche nel sottosuolo. Grazie ad una particolare trivella, infatti, il laboratorio ambulante sarà in grado di analizzare il terreno fino ad una profondità di circa 2 metri. 
 

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