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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

02

ott

2019

Il primo test per l'astronave di Elon Musk

Starship MK1 pronta al primo volo di collaudo

Già in passato il magnate della SpaceX ci ha sorpreso con progetti ambiziosi, spesso al limite delle tecnologie esistenti e, anche stavolta, non è stato da meno con la presentazione del prototipo della sua nuova creatura: la Starship Mk1. Un nome che è già un programma. Non una capsula o un veicolo orbitale ma una vera astronave che, già nella sua forma, sembra uscita da un film di fantascienza degli anni 60.

Starship MK1

05

mag

2013

La Stazione Spaziale colpita da un micro proiettile






Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (SSI) hanno letteralmente schivato un proiettile cosmico…

Chris Hadfield – un astronauta canadese con cui ho volato nel 2001 – ha avvistato il "bullet hole” in uno dei pannelli solari dell’avamposto in orbita provocato, probabilmente, da una minuscola pietruzza proveniente dalle profondità del cosmo.

 

Hadfield ha anche spiegato che i moduli della SSI sono protetti da una corazza  che dovrebbe distruggere micro-meteoriti come questa non più grande di qualche mm. Tuttavia, ha detto di essere contento che il sassolino spaziale abbia mancato i moduli pressurizzati.

Esperti della NASA stimano che milioni di piccoli oggetti  - fra micro-meteoriti e detriti prodotti dall’attività umana - orbitano intorno alla Terra, nelle zone in cui si trovano satelliti operativi e la SSI. Questi frammenti di satelliti, razzi e frammenti rocciosi viaggiano ad una velocità media di oltre 35 mila chilometri all'ora (in confronto, la Stazione Spaziale Internazionale orbita intorno alla Terra a circa 28 mila km/ora).

Gli scienziati sono in grado di monitorare detriti spaziali più grandi di una decina di centimetri e possono prevenire collisioni potenzialmente distruttive.  L’urto con queste particelle può causare gravi danni ai veicoli spaziali o satelliti e può diventare un rischio mortale per gli astronauti che svolgono attività extra-veicolare.  Per questo, sistemi radar a terra possono tracciare i movimenti dei  pezzi più grandi e, in caso di minacce di  collisione, possono avvisare gli astronauti della SSI o i controllori dei satelliti.

Se allertata con sufficiente anticipo, la Stazione Spaziale Internazionale può manovrare per modificare la sua orbita e per mettersi al sicuro da possibili collisioni. Inoltre la SSI è dotata di uno schermo che può distruggere sassolini non più grandi di un centimetro.

Sono le particelle intermedie, quelle tra 1 e 10 cm, quelle che possono rappresentare il problema più difficile da risolvere. Sono troppo piccole per essere viste dai radar di terra e sono troppo grandi per essere fermate dallo “scudo anti micro-meteoriti”. Per fortuna la statistica dice che questi “brutti incontri” sono relativamente rari e nei suoi 14 anni di vita operativa,  la Stazione Spaziale non ha subito danni rilevanti a causa della “spazzatura spaziale”.

Tuttavia, una certa preoccupazione è giustificata visto che, secondo la NASA, circa il 95 per cento di tutti gli oggetti in orbita attorno alla Terra sono detriti e non satelliti attivi.

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