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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

15

set

2017

LA LEZIONE DI CASSINI

Come è cambiato la ricerca di vita extraterrestre nel nostro sistema solare

Mentre si avvicina “l’ultimo atto” della missione Cassini-Huygens, vale la pena di riflettere sull’eredità, sul patrimonio di conoscenze, che ha cambiato sensibilmente il modo di cercare forme di vita extraterrestri nel nostro sistema solare.

17

set

2014

La NASA punta sui privati




Dopo una gara di quattro anni, la NASA ha scelto due compagnie private SpaceX e Boeing per lanciare i suoi astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale (SSI). Se tutto va secondo i piani, entro il 2017 le due società saranno in grado di fornire veicoli per un servizio di “taxi orbitale” che dovrebbe porre fine alla dipendenza della NASA dalle capsule russe. Da quando lo Space Shuttle è andato in pensione (2011), tutti i voli degli astronauti americani sono avvenuti a bordo delle Soyuz, al costo di circa 70 milioni $ l’uno .

SpaceX e Boeing si divideranno i quasi sette miliardi di dollari che la NASA è pronta ad investire per lo sviluppo di veicoli spaziali con equipaggio. La scelta delle due compagnie mette insieme nuove e vecchie esperienze: Boeing è stato un pilastro aerospaziale per decenni, mentre il miliardario Elon Musk ha fondato SpaceX solo una dozzina di anni fa, nel 2002. 

Sia Dragon 2 (SpaceX) che CST-100 (Boeing) sono veicoli riutilizzabili destinati al trasporto di sette passeggeri. In particolare, il nome CST-100 deriva da "Crew Space Transportation" e 100 chilometri è l’altitudine che tradizionale segna l'inizio dello spazio esterno.

Dragon2 è la versione aggiornata, adattata al trasporto di equipaggi, della capsula automatica Dragon utilizzata per le missioni cargo verso la SSI. La capsula con equipaggio utilizzerà lo stesso  vettore Falcon 9. 

Il CST-100, invece, sarà lanciata con un razzo Atlas 5 con un nuovo motore costruito dalla compagnia Blue Origin in sostituzione del  vecchio RD-180 di fabbricazione russa. 

Entrambe le capsule saranno lanciate dal Kennedy Space Center in Florida, lo storico spazioporto della NASA. Con i rapporti sempre più difficili con il Cremlino, l’agenzia spaziale americana ha deciso di  puntare sui privati per affrancarsi dalla dipendenza dalla tecnologia russa.

 

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