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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

15

set

2017

LA LEZIONE DI CASSINI

Come è cambiato la ricerca di vita extraterrestre nel nostro sistema solare

Mentre si avvicina “l’ultimo atto” della missione Cassini-Huygens, vale la pena di riflettere sull’eredità, sul patrimonio di conoscenze, che ha cambiato sensibilmente il modo di cercare forme di vita extraterrestri nel nostro sistema solare.

29

nov

2014

L'Italia nello Spazio: Umberto Guidoni il primo europeo sulla SSI




Milano (askanews)

http://www.askanews.it/magazine/scienza-e-innovazione/l-italia-nello-spazio-umberto-guidoni-il-primo-europeo-sull-iss_71164092.htm

Il terzo appuntamento con i 7 astronauti italiani è con Umberto Guidoni. Romano, classe 1954, sposato e con un figlio, astronauta dell'Esa (European space agency), è stato il primo italiano ad andare due volte nello Spazio e il primo cittadino europeo a entrare nella Stazione spaziale internazionale, allora costruita al 50%.

É stato in orbita la prima volta con la missione Sts-75 nel 1996 - assieme a un altro italiano, Maurizio Cheli - in qualità di Payload specialist dell'Asi (Agenzia spaziale italiana) per la missione Tss-1R, secondo volo del satellite "al guinzaglio" Tethered, sullo Shuttle "Columbia", che si concluse con la malaugurata perdita del carico a causa della rottura del cavo. La seconda volta, invece, è stata nel 2001, come Mission specialist della missione Sts-100, sullo Shuttle "Endeavour", per l'assemblaggio della Stazione spaziale. In totale ha trascorso in orbita 27 giorni, 15 ore e 12 minuti. Dopo una parentesi da europarlamentare, oggi si dedica alla divulgazione scientifica e scrive libri sullo Spazio.

"Il momento che ricordo con maggiore affetto - ha spiegato ad askanews - è la prima volta che mi sono affacciato alla cabina dello Shuttle e ho visto la Terra. Non riuscivo a mettere a fuoco i dettagli tanto era grande la scala di quello che stavo guardando ma era anche una grande emozione vedere il proprio pianeta dal di fuori. L'elemento che viene fuori è che la Terra sia molto fragile, intorno non c'è nulla e ti rendi conto di quanto questo ecosistema sia unico".

"Ero tra i milioni di ragazzi che hanno seguito lo sbarco sulla Luna e quando ho visto Armstrong e Aldrin calpestare la polvere lunare, io che ero un grande lettore di fantascienza, ho capito che non era solo fantascienza ma si poteva fare veramente".

"All'epoca dei miei voli, il contatto con la famiglia era limitato a una sola volta nell'arco dell'intera missione. Oggi le cose sono molte diverse, grazie a internet e ai social network è tutto più facile, anche per le foto. Noi avevamo ancora le pellicole e per vedere le immagini dovevamo aspettare di tornare a terra e svilupparle".

"Ora ho attaccato al chiodo la tuta da astronauta e mi dedico all'attività divulgativa; parlo di Spazio nelle scuole, nelle università e in convegni e poi scrivo libri. Ho appena pubblicato "Viaggiando oltre il cielo" che risponde alle tante domande che mi vengono poste dopo ogni incontro su cosa significa vivere in un ambiente così strano come quello in orbita".

"Mi piacerebbe tornarci - ha concluso l'astronauta - ma è un'attività a tempo pieno e l'addestramento continuo richiede di vivere a Houston o in Russia. Con l'età poi uno tende a fare altre cose".

 

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