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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

20

mag

2017

Ritornare sulla Terra con la Dragon v2

Dopo il veicolo cargo, SpaceX pensa alla capsula per gli astronauti

Due settimane fa, SpaceX ha effettuato il suo quinto lancio dal Kennedy Space Center e, come già avvenuto nei lanci precedenti, il primo stadio del vettore Falcon 9 ha effettuato un atterraggio controllato nella “Landing Zone 1”, la piazzola designata lungo la costa. E’ il quarto ritorno a terra effettuato con successo dopo alcuni fallimenti iniziali.

Interni della capsula Dragon v2

21

giu

2016

Incontro ravvicinato tra Giove e Giunone

Dopo quasi 5 anni di viaggio, Juno è ormai in prossimità di Giove

La sonda Juno (Giunone) entrerà in orbita intorno al più maestoso dei pianeti del nostro sistema solare il prossimo 4 luglio (data non casuale) per studiarlo molto da vicino con una grande varietà di strumenti. Il veicolo spaziale della NASA sarà in grado di analizzare le zone interne del pianeta, finora poco conosciute, e i fenomeni che generano i possenti eventi meteorologici, come la grande macchia rossa che molti ritengono un gigantesco uragano.

 

La sonda è dotato di uno strumento a microonde, che può guardare sotto lo strato esterno delle nubi  e studiare l’eventuale contenuto di acqua e i fenomeni atmosferici più profondi. Inoltre,  Juno sarà in grado di misurare le variazioni del  campo magnetico e della gravità  di Giove con maggiore precisione rispetto al suo predecessore, la sonda Galileo, perché sarà posto in un’orbita polare che gli permetterà  di avvicinarsi maggiormente al pianeta.
 
Ma alcuni scienziati sono interessati a ciò che Juno potrà dirci su pianeti ben più lontani, che si trovano in orbita intorno ad altre stelle. Dalla raccolta di informazioni dettagliate sul gigante gassoso del nostro sistema solare, infatti, si spera di ottenere indizi per capire come si sono formati e come si evolvono i cosiddetti “pianeti gioviani”, un’intera classe di pianeti extrasolari  che sono relativamente abbondanti  fra quelli scoperti finora. Gli scienziati hanno già scoperto centinaia di pianeti come Giove o addirittura più grandi  e c’è il sospetto che questi siano solo la punta dell’iceberg. Alcuni sono conosciuti come "pianeti gioviani caldi", perché le loro orbite ravvicinate intorno alle loro stelle li portano a temperature torride mentre altri presentano orbite molto eccentriche. 
 
Juno potrà fornire le prime risposte ma gli scienziati sono anche in attesa dei dati che riceveranno dai due telescopi spaziali che saranno lanciati nel prossimo futuro: il James Webb Space Telescope (JWST) e il Wide-Field Infrared Survey Telescope (WFIRST).  Con JWST, saremo in grado di misurare le atmosfere di molti pianeti giganti e con  WFIRST, che avrà un "coronografo" che blocca la luce delle stelle, sarà possibile apprezzare i dettagli dei pianeti senza la luce accecante delle loro stelle.
 
Juno  passerà circa un anno e mezzo in orbita intorno a Giove prima che l’intensa radiazione del pianeta cominci a danneggiare i suoi strumenti ed eventualmente costringa gli scienziati a far precipitare la sonda  verso il pianeta,  prima che sia danneggiato al punto di non poter più essere controllata. Questa misura è stata pensata per proteggere le lune ghiacciate di Giove (come Europa che potrebbe ospitare forme di vita extraterrestre) dalla possibile contaminazione chimica dei propellenti  o da quella di microbi terrestri che possono aver viaggiato a bordo della sonda.
 

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