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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

11

nov

2017

Prove tecniche per difendersi dagli asteroidi

Un test per imparare a fronteggiare un imminente impatto con un oggetto proveniente dallo spazio

Nello spazio profondo, oltre l’orbita della Luna, ci sono migliaia di oggetti che vengono genericamente classificati come NEO (dalla definizione inglese di Near-Earth Object). Per lo più si tratta di asteroidi rocciosi, le cui dimensioni possono variare da centinaia di metri a diversi chilometri e possono rappresentare un pericolo per la Terra.

Immagine artistica del passaggio ravvicinato dell'asteroide 2012 TC4

04

gen

2016

InSight non partirà per Marte nel 2016

La NASA ha appena annunciato che non sarà in grado di lanciare la sonda nell’anno in corso.

Sembra infatti altamente improbabile che l’ente americano possa risolvere il problema tecnico che affligge la sonda - la perdita nella camera a vuoto in cui sono alloggiati i sismometri - in tempo per il lancio fissato nel marzo prossimo. Per ora non è ancora chiaro se verrà lanciata nel 2018 (la finestra di lancio per Marte si apre ogni due anni, quando il pianeta si trova più vicina all’orbita terrestre) o se la missione verrà cancellata definitivamente.

 
La missione InSight - il cui nome è l'abbreviazione Interior exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport -  è stata progettata per rivelare i dettagli della struttura interna di Marte, in particolare le dimensioni del nucleo del pianeta. La parte destinata all’atterraggio sulla superficie marziana (lander) è dotato di due strumenti principali: un gruppo di tre sismometri forniti dall'agenzia spaziale francese CNES (che sono quelli che hanno manifestato la perdita nella camera da vuoto) e un sensore, che andrà a posizionarsi sotto la superficie per misurare il flusso di calore nel sottosuolo, fornito dall'agenzia spaziale tedesca (DLR).
Si tratta di misure importanti per confrontare le caratteristiche delle zone interne di Marte con quelle della Terra che sono ben note. La cosiddetta “planetologia comparata” in questo particolare settore, potrebbe fornire informazioni su come i pianeti hanno cominciato ad aggregarsi, nella fase iniziale di formazione del sistema solare. Inoltre, si raccoglieranno dati sui processi di raffreddamento interni, informazioni che potrebbe avere ricadute sulle future esplorazioni umane. 
Secondo i vertici dell’agenzia, il forzato arresto di due anni non dovrebbe avere ripercussioni sulle altre missioni scientifiche dirette verso il pianeta rosso.  Marte 2020 è la prossima missione targata NASA che ha lo scopo di far atterrare un robot a sei ruote (rover) proprio all’inizio del nuovo decennio. Una volta arrivato sul suolo marziano la sonda cercherà segni di vita passata su Marte e raccoglierà campioni che potrebbero essere riportati sulla Terra con future missioni. Stesso obiettivo avrà anche ExoMars, la sonda europea che dovrebbe arrivare sul pianeta due anni prima, nel 2018.
Per quanto riguarda l'esplorazione umana, fare arrivare astronauti sulla superficie di Marte diventerà una priorità della NASA nel corso dei prossimi decenni: al momento si sta lavorando per portare il primo equipaggio in orbita intorno a Marte entro la fine del 2030.
 

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