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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

24

ott

2018

Ossigeno e vita su Marte

La notizia del giorno è che c’è ossigeno su Marte.

Detta così sembra la scoperta dell’acqua calda! Basta un’occhiata alle foto del pianeta per vedere che è rosso, rosso ruggine, a riprova di un fenomeno di ossidazione che ha interessato la sua superficie. In realtà, stiamo parlando di “ossigeno molecolare” che è meno reattivo di quello atomico e molto più importante per la vita.

09

giu

2018

Curiosity non ha trovato segni di vita aliena ma siamo molto vicini

La sonda ha però individuato molecole organiche che sono i mattoni fondamentali della vita

L’annuncio che la sonda Curiosity avrebbe trovato tracce di vita su Marte ha fatto il giro del mondo. Tuttavia, la notizia è stata ridimensionata proprio dagli astrobiologi che lavorano sui dati della sonda che hanno precisato che, in realtà, la sonda ha individuato molecole organiche nelle rocce del pianeta rosso e ha evidenziato un ciclo stagionale nella concentrazione del metano atmosferico, il che farebbe pensare a un’origine biologica.

 

Si tratta di una notizia sicuramente molto importante. I composti organici basati sul carbonio sono gli elementi costitutivi della vita sulla Terra e il 95% del metano della nostra atmosfera viene emesso da microbi e altri organismi. 
 
Tuttavia, bisogna dirlo con chiarezza, nessuna delle due scoperte costituisce una prova di vita extraterrestre!  Le molecole organiche e il metano potrebbero essere il risultato di processi geologici e, senza una migliore conoscenza della loro origine, la questione della vita marziana rimane irrisolta. 
 
Curiosity, infatti, non è attrezzato per cercare tracce di vita; il suo obiettivo principale è quello di  determinare se, in passato, Marte abbia avuto condizioni adatte alla vita. La missione del rover ha già raggiunto questo obiettivo, dimostrando che la zona dove è atterrata, situata nel fondo di un cratere chiamato Gale, ospitava un lago potenzialmente abitabile miliardi di anni fa.
 
La buona notizia è che su Marte stanno per arrivare sonde meglio equipaggiate per continuare questa appassionante “caccia”.
 
Nel 2020, la NASA intende lanciare un rover che analizzerà le rocce marziane proprio alle ricerca delle “impronte digitali” della vita, le tracce di quei composti chimici che sono alla base di tutte le creature viventi sulla Terra. Per l’aspetto, il rover Mars 2020 sarà quasi gemello di Curiosity ma avrà in più la capacità di raccogliere campioni e analizzarne la composizione chimica. E’ anche prevista la possibilità di spedirli sulla Terra, dove gli scienziati potrebbero studiarli in modo più approfondito.
 
Un’altra missione è in programma sempre nel 2020. Si tratta della sonda europea ExoMars che prevede l’atterraggio di un veicolo capace di cercare tracce di vita nel sottosuolo. Il rover sarà equipaggiato con una trivella che può spingersi fino a 2 metri di profondità. Nel sottosuolo, dove non arrivano le pericolose radiazioni che colpiscono la superficie di Marte, potrebbe trovarsi l’ambiente più adatto allo sviluppo di forme di vita elementari. 
 
Con le sue rilevazioni, Curiosity  ha aumentato le nostre aspettative di trovare forme di vita ancora presenti su Marte, ma dovremo pazientare ancora qualche anno per avere informazioni più precise. 
 
Penso, comunque, che una risposta definitiva arriverà quando i primi astronauti potranno mettere piede su Marte e verificare in loco se il meraviglioso fenomeno della vita ha avuto modo di svilupparsi anche su un altro mondo.
 

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