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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

09

giu

2018

Curiosity non ha trovato segni di vita aliena ma siamo molto vicini

La sonda ha però individuato molecole organiche che sono i mattoni fondamentali della vita

L’annuncio che la sonda Curiosity avrebbe trovato tracce di vita su Marte ha fatto il giro del mondo. Tuttavia, la notizia è stata ridimensionata proprio dagli astrobiologi che lavorano sui dati della sonda che hanno precisato che, in realtà, la sonda ha individuato molecole organiche nelle rocce del pianeta rosso e ha evidenziato un ciclo stagionale nella concentrazione del metano atmosferico, il che farebbe pensare a un’origine biologica.

Illustrazione artistica di Curiosity su Marte

23

nov

2013

Buon Compleanno SSI !




Quindici anni fa, il modulo russo Zarya (Alba) veniva lanciato dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan. Iniziava così la realizzazione del più complesso progetto di ingegneria dall’inizio dell’era spaziale.

Due anni dopo, il nuovo avamposto spaziale era pronto per ricevere i primi inquilini, i membri dell'Expedition One: l'astronauta della NASA William Shepard e i cosmonauti Sergei Krikalev e Yuri Gidzenko.

Da allora la Stazione Spaziale Internazionale (SSI) è stata abitata ininterrottamente ed è diventata, con ben 14 moduli pressurizzati, la più grande costruzione mai realizzata in orbita intorno alla Terra. Ci sono tre laboratori - il modulo statunitense Destiny, quello europeo Columbus e il giapponese Kibo - e tre nodi di collegamento (Unity, Harmony e Tranquillity). Sul versante russo, oltre a Zarya e Zvezda (Stella), ci sono due moduli per l’aggancio con i veicoli di rifornimento (Pirs e Rassvet).

Inoltre, è presente il modulo Quest, che ha la funzione di camera di compensazione per le passeggiate spaziali, il modulo Leonardo che funge damagazzino” e la Cupola, il luogo più spettacolare da cui si può guardare la Terra. Complessivamente, il volume interno della SSI è equivalente a quello di un grande jet di linea come il Boeing 747 jumbo.

Nei primi anni, l'equipaggio della stazione è stato limitato a tre persone mentre oggi ci sono sempre sei astronauti che, a rotazione, passano circa sei mesi a bordo. In questi 15 anni, 88 persone hanno vissuto a bordo della stazione spaziale ed altri 120 hanno visitato l'avamposto orbitante per contribuire alla costruzione e per consegnare rifornimenti.  Tra questi ci sono anch’io che, nel 2001, con la missione dello Shuttle Endeavour ho avuto il privilegio di salire a bordo della SSI come primo italiano e primo europeo.

Non tutti gli individui che hanno raggiunto la SSI erano astronauti di professione. Sette erano "turisti spaziali" che hanno finanziato personalmente il proprio viaggio, sborsando svariati milioni di dollari all'agenzia di turismo spaziale Space Adventures che aveva un accordo con l’agenzia russa Roscosmos.  Dennis Tito fu il primo ad aprire la strada della Stazione Spaziale ai privati. Arrivò il giorno dopo che avevamo lasciato la stazione e, anzi, la nostra partenza fu anticipata per accoglierlo a bordo, nell’aprile del 2001. Sulle orme di Tito, sono arrivati a bordo della SSI: il sudafricano Mark Shuttleworth, l’imprenditore americano Gregory Olsen, l’ingegnere iraniano-americano Ahousheh Ansari, l’inventore ungherese-americano Charles Simonyi, il figlio di un astronauta statunitense Richard Garriott e il canadese Guy Laliberte co-fondatore del Cirque du Soleil.

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