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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

17

set

2019

Forse un nuovo visitatore interstellare

Il nuovo oggetto designato C/2019 Q4 potrebbe essere di origine extrasolare

Vi ricordate Oumuamua, l’oggetto interstellare che è passato in prossimità della Terra per poi lasciare di nuovo il nostro Sistema Solare? Sono state fatte molte ipotesi sulla sua reale natura: si è parlato di un asteroide, una cometa e perfino un veicolo extraterrestre.

07

set

2019

Anche l'India sulla Luna?

Fallito l'allunaggio del lander Vikram. L'India non è riuscita a “mettere piede” sulla Luna

In questo caso si tratta dei piedi metallici del modulo di atterraggio Vikram che era la vera novità della sonda Chandrayaan-2, la seconda missione lunare indiana, dopo quella di Chandrayaan-1 lanciata nell'ottobre 2008.

Il lander indiano aveva il nome del dottor Vikram A Sarabhai, il fondatore della Indian Space Research Organization (ISRO), e portava a bordo un piccolo robot mobile, un rover chiamato Pragyan, che significa "saggezza" in sanscrito.

 
Qualche giorno fa Vikram ha iniziato la manovra di separazione dalla nave madre e con successivi aggiustamenti ha modificato la sua orbita per inserirsi su una traiettoria fortemente ellittica. Nel punto più lontano si è trovata a circa 110 chilometri mentre passava ad appena 36 chilometri dalla superficie nel punto più basso.
E proprio da quest’ultimo punto il lander ha cominciato la sua discesa controllata per il “touchdown” finale, nella tarda serata di venerdì (ora italiana), manovra che è fallita a circa 2 km dal punto prescelto, quando si sono interrotte le comunicazioni radio.
 
 
La missione indiana ha avuto un percorso volutamente tortuoso verso la Luna. Il lancio è avvenuto il 22 luglio scorso, dal Satish Dhawan Space Center, e ha richiesto ben cinque accensioni dei motori per innalzare la sua orbita, prima di eseguire la manovra di inserzione nella traiettoria che l’avrebbe portata verso la Luna. 
 
Chandrayaan-2 è progettata per rimanere in orbita polare intorno alla Luna per almeno un anno. I suoi strumenti permetteranno di produrre una mappa 3D della superficie e di analizzare la mineralogia e la geologia della Luna. In particolare è dotata di uno spettrometro nella banda visibile e in quella X e di una telecamera ad alta risoluzione.
 
L’aspetto più rilevante della missione, però, riguardava l’atterraggio morbido di Vikram, a cominciare dal sito scelto per l’allunaggio, che si trovava a quasi 70 gradi a sud dell’equatore a 600 km dal Polo Sud lunare: il punto più meridionale mai visitato da un veicolo terrestre.
 
 
 
Tutti i siti di atterraggio dell’Apollo erano sul lato visibile in prossimità dell’equatore, dove è più facile e sicuro atterrare. Questo ha lasciato aperta una questione sui campioni riportati dagli astronauti: se alcune caratteristiche che appaiono in tutti i campioni sono universali o semplicemente prevalgono nella regione equatoriale.
Anche la missione cinese Chang'e-4, che è atterrata sul lato opposto della Luna, è comunque in una zona con una latitudine di circa 45 gradi a sud dell’equatore.
 
Ma il Polo Sud è particolarmente intrigante anche per la possibile presenza di ghiaccio. Alcune sonde in orbita intorno alla Luna (a cominciare da Chandrayaan-1) hanno rilevato la presenza di ghiaccio d'acqua sepolto nei crateri che sono perennemente in ombra proprio nelle zone polari.
Chandrayaan-2 potrà approfondire queste analisi dall’orbita ma non potrà più utilizzare i dati trasmessi dal lander e dal rover che avrebbero potuto fare misure direttamente sul terreno lunare.
 
 
Se tutto fosse andato come previsto, l'India sarebbe entrata nel ristretto club di paesi (Stati Uniti, Russia e Cina) che possiedono le tecnologie per effettuare un atterraggio morbido sulla Luna.
 
Come abbiamo visto ieri sera, le cose sono andate diversamente: Ancora una volta la Luna si è dimostrata una "severa maestra" (Heinlein)...
 
 
Versione aggiornata rispetto al post pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:

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